CONFERENZA STAMPA RAI FRANCESCO RENGA SANREMO 2026

Francesco Renga e Giusy Ferreri: affrontare le ombre per ritrovare il meglio di sé

Ci sono collaborazioni che nascono da unastima artistica, e altre che si intrecciano a un’urgenza più profonda. L’incontro traFrancesco RengaeGiusy Ferreriappartiene a entrambe le dimensioni.


Un omaggio che diventa incontro

L’idea prende forma dal desiderio diFrancesco Rengadi rendere omaggio aDavid Bowie, artista scoperto negli anni Settanta grazie al fratello maggiore.

“Quando ho pensato a questa canzone in italiano, l’unica voce possibile era quella di Giusy Ferreri”, racconta.

Giusy Ferreriaccoglie l’invito con entusiasmo, ritrovando in quel suono atmosfere familiari, quasi un ritorno alle prime esperienze musicali. Il brano, internazionale per vocazione, si rinnova nella lingua italiana senza perdere la sua natura originaria.


Un momento decisivo

Dietro questa partecipazione, perFrancesco Renga, c’è molto di più. Definisce questo momento uno dei più decisivi della sua carriera:una nuova casa discografica, una nuova squadra, ma soprattutto una nuova consapevolezza.

Il brano che porta al Festival affronta la crescita emotiva di un uomo che sceglie di guardare in faccia le propriezone d’ombra.

“So di non essere perfetto, ma ci sto lavorando”, afferma con disarmante sinceritàFrancesco Renga.


Guardare il “peggio” per crescere

Francesco Rengaparla di ungroviglio interiorea lungo nascosto o evitato. Di una tendenza a fuggire dalle responsabilità e dalle parti più scomode di sé.

Oggi, invece, decide di fermarsi. Di analizzare quel “peggio” che non vuole più lasciare irrisolto. In una dichiarazione d’intenti che suona quasi come un patto con sé stesso, riconosce la necessità dinon scappare più.


La memoria, la famiglia, lo sguardo della figlia

Il riferimento alla madre scomparsa e al senso di abbandono si intreccia con la relazione con le donne e trova una sintesi nellosguardo della figlia, che diventa misura e orizzonte.

“Dentro c’è tutto”, diceFrancesco Renga. È come se il cerchio si chiudesse lì, nella capacità di restituire senso alle fratture del passato.


Le piccole cose che contano

“Non so camminare in mezzo alle piccole cose” diventa una riflessione sul nostro tempo, che ci spinge a inseguire traguardi grandi e visibili, dimenticando ciò che davvero conta.

Sono proprio lepiccole cose ignoratea farci inciampare lungo il percorso della vita.

Il consiglio che ne nasce non è solo per gli adulti, ma soprattutto per i più giovani:fare i conti subito con le proprie ombre, per poterci fare pace.


Due sensibilità, un messaggio comune

Giusy Ferreri, ascoltando il brano, ne coglie ladelicatezza melodicae le sfumature emotive. Un messaggio raccontato con sensibilità diverse, ma complementari.

In fondo, il senso è tutto qui:riconoscere il proprio lato fragile non come una colpa, ma come un passaggio necessario.

Perché il meglio di sé non si trova evitando il buio, ma attraversandolo.

Articolo di Francesca Negro

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