CONFERENZA STAMPA RAI MALIKA AYANE SANREMO 2026

Malika Ayane: “Essere già sulla luna è la cosa migliore”

C’è una leggerezza nuova, più consapevole e quasi luminosa, nelle parole di Malika Ayane. Non è superficialità, ma una forma di equilibrio raggiunto che le consente di essere viscerale senza rinunciare alla misura.

Storicamente, il suo repertorio legato al Festival si è mosso tra ballad e territori introspettivi. Questa volta, invece, la scelta è diversa: sonorità soul rétro-funk che raccontano una parte di sé meno frequentata sul palco dell’Ariston.

“Se non sei il primo a cambiare la storia che racconti di te, gli altri non potranno mai vedere altro”, osserva con lucidità.


Una sensibilità che attraversa il pubblico

Alla domanda se il brano rischi di essere “di nicchia”, risponde con un sorriso quasi empirico: il campione dei suoi amici più stretti, riuniti davanti alla televisione, si è rivelato sorprendentemente eterogeneo.

I messaggi ricevuti le restituiscono un’idea chiara: esiste una sensibilità non dichiarata che può attraversare pubblici molto diversi tra loro.


Il jazz come casa interiore

Il jazz è, da sempre, il suo luogo di riposo interiore.

“Mi rimette a posto”, confessa.

Nei primi anni, quando cantava ai matrimoni per poche decine di euro a sera, figure come Billie Holiday ed Etta James sono state fari silenziosi. Oggi quella radice convive con nuove esplorazioni sonore.


Crescere, conoscersi, festeggiare

“Invecchiando, la cosa più bella è conoscerci davvero”, riflette.

Il rischio è che il peso delle aspettative annebbi l’obiettivo primario: intrattenere. Riconoscere la propria parte più primitiva e farla convivere con quella più rigorosa — e riuscirci — “è qualcosa da festeggiare”.

C’è pace, ora. Anche le zone d’ombra viaggiano con lei “come in un pulmino”: riconosciute, accettate, integrate.


Essere già sulla luna

E quando le si chiede cosa cerchi sulla luna, se la strada è una giungla, la risposta è un’immagine potente: in un mondo che guarda spesso il dito e non la luna, “essere già lì è la cosa migliore che si possa provare”.

Forse è questa la sua cifra attuale: non dimostrare, non forzare, ma abitare con grazia ogni parte di sé.

Articolo di Francesca Negro

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