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La testimonianza di Paolo a Grazia Sambruna riapre il caso Bad Bunny

La testimonianza raccolta dalla giornalista Grazia Sambruna nella newsletter L’Inopportuna, nell’articolo “Mi chiamo Paolo, ho un buco in testa”, apre uno squarcio significativo su quanto accaduto durante il concerto di Bad Bunny all’Ippodromo SNAI San Siro, interrotto e poi annullato a causa del violento nubifragio che ha colpito Milano.
Una storia che merita di essere rilanciata, sia per il valore del lavoro giornalistico, sia per la voce diretta del giovane protagonista.
Paolo, 21 anni,era presente alla seconda data milanese del tour. Il suo volto insanguinato, ripreso in alcuni video circolati nelle ore successive, è diventatouna delle immagini simbolo della serata: un pubblico in difficoltà, sorpreso da una grandinata improvvisa e devastante. A distanza di giorni, il ragazzo ha deciso di raccontare a Sambruna cosa è realmente accaduto.
Colpito alla testa da un chicco di grandine, Paolo avrebbe ricevuto le prime curenon dal personale sanitario dell’evento,ma da due ragazze presenti tra il pubblico.
Una studentessa di Infermieristica gli avrebbe medicato la ferita, mentre l’altra avrebbe strappato un pezzo del proprio vestito per improvvisare una fasciatura.
Nessuna delle due, secondo il racconto, apparteneva allo staff o ai soccorsi ufficiali. Eppure proprio quelle immagini, diffuse online e utilizzate per descrivere la gestione dell’emergenza, mostrerebbero in realtà un intervento spontaneo di semplici spettatrici.
Paolo riferisce inoltre di aver incontrato il personale sanitario solo in un secondo momento, all’esterno del tendone in cui si era riparato con la fidanzata.Un dettaglio che alimenta il dibattito sulle condizioni vissute dal pubblico e sulla gestione complessiva dell’emergenza.
La vicenda si inserisce inun quadro più ampio di criticità legate ai grandi eventi ospitati all’Ippodromo SNAI La Maura,già al centro di contestazioni per questioni organizzative e di sicurezza.Il merito del lavoro di Sambruna è aver restituitovoce a chi quella serata l’ha vissuta sulla propria pelle, andando oltre le immagini e le narrazioni circolate sui social.
Per questo abbiamo scelto di rilanciare la sua testimonianza.
Leggi La versione integrale è disponibile nell’articolo originale pubblicato su L’Inopportuna:https://bit.ly/4vMkmyA
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