Rolling Stone, 45 giri di memoria: Dente, Mondo Marcio e Pedro raccontano gli anni 2000 alla Milano Music Week

Milano, 20 novembre 2025 – Al Dazio di Levante, Rolling Stone Italia ha celebrato i suoi 45 anni con un talk dedicato agli anni 2000, moderato da Massimo Coppola. Sul palco, tre voci simbolo del decennio: Mondo Marcio, Pedro dei Finley e Dente.

Coppola apre con ironia: «Ho usato l’intelligenza artificiale per avere informazioni su di voi». Un’introduzione perfetta per un panel che ha esplorato il rapporto tra musica e tecnologia, dagli albori del file-sharing all’era dell’IA.

Mondo Marcio racconta l’hip-hop come musica “nata povera”: «Prendevi un disco, trovavi il punto con la sola batteria, rimettevi la puntina indietro all’infinito». E ammette, ridendo: «Ho usato un sample di Michael Jackson… ma non vi dirò mai in quale pezzo». Per lui, i primi anni Duemila sono stati caotici e creativi: «Le cose che ci limitavano ci davano anche la carica».

Pedro riporta il pubblico al 2006, quando i Finley riempivano palazzetti: «Ci chiamavano i Blink italiani, ma eravamo solo ragazzi di Legnano che volevano fare casino». MTV e RTL erano trampolini di lancio: «Le radio pompavano i nostri pezzi, e all’improvviso eri in rotazione con i Green Day. Ma era passione pura, non business».

Dente porta il punto di vista dell’indie: «Era tutto più sporco, ma vero. Noi cantautori facevamo canzoni minimali per 200 persone sotto un palco». L’underground, dice, era fame di autenticità, non di rotazione.

Coppola chiude con un parallelo: «Negli anni ’80 i campionatori rivoluzionavano tutto. Oggi l’IA fa l’intero pezzo». Pedro rilancia: «Persino cantare Gerry Scotti». Il messaggio è chiaro: ogni vent’anni arriva uno strumento nuovo, ma l’essenza resta. E la musica vera nasce ancora da una puntina graffiata o da una cantina di Legnano.

Articolo di Ariadni Pelizzari